Il 2012 dell’industria dell’auto: incertezze e opportunità

I dati non sono ancora consolidati, ma possiamo affermare con tutta probabilità che il 2011 segnerà un nuovo record nel livello della produzione mondiale di autoveicoli. Nonostante il rallentamento del secondo trimestre del 2011, nel primo semestre dell’anno l’industria dell’auto ha sfiorato il tetto dei quaranta milioni di unità prodotte (dati ANFIA e OICA), con un incremento pari a 2,9 punti percentuali.

 

La scomposizione per categoria di veicolo mostra come l’incremento della produzione delle sole autovetture sia stata contenuta (+1,8%). Al contrario è stata più decisa (+8,1%) quella relativa ai veicoli commerciali leggeri. Infine, sono tornate a segnare performance negative il segmento dei veicoli industriali pesanti (-0,1%) e degli autobus (-4%). Questa fotografia composita porta in se i segni dell’incertezza che pervade la maggior parte dei mercati internazionali, destinata a perdurare almeno per i primi mesi del 2012.

 

Questo clima è influenzato dal posticiparsi della soluzione sulla crisi dei debiti sovrani in primis e da un nuovo rallentamento della congiuntura in seconda battuta. La pressione sul sistema del debito, infatti, non riguarda solamente gli stati nazionali, ma abbraccia anche il sistema bancario, arrivando fino alle imprese private, che dopo il biennio 2008-2009 stavano ricominciando a crescere.

 

Andamento del Pil e della produzione autoveicolare mondiale. I dati sono espressi in milioni di autoveicoli e in migliaia di miliardi di dollari (Pil a prezzi correnti). I valori dal 2011 in avanti sono stime.
Andamento del Pil e della produzione autoveicolare mondiale. I dati sono espressi in milioni di autoveicoli e in migliaia di miliardi di dollari (Pil a prezzi correnti). I valori dal 2011 in avanti sono stime. Elaborazioni Step Ricerche su dati OICA, FMI, CSM e IHS Global Insight

 

Le incertezze che riguardano l’economia mondiale hanno il loro epicentro in Europa, ma vanno ben oltre i confini del vecchio continente e non risparmiano neppure le economie emergenti, anche se (come si vede dal grafico soprastante) il Fondo Monetario Internazionale prevede per i prossimi 4 anni una crescita continua del Prodotto Interno Lordo mondiale.

 

In questo clima non stupisce registrare la bassa propensione al consumo dei privati (da qui il rallentamento degli acquisti e della produzione di auto), a cui bisogna aggiungere la contrazione delle spese e degli investimenti statali, che si ripercuotono – ad esempio – sugli acquisti di autobus per il trasporto pubblico locale, che negli ultimi due anni in Europa hanno fatto segnare valori tendenziali positivi solo in sei mesi su ventitré.

 

La tentazione di alcuni operatori è quindi quella di stare alla finestra in attesa che si sciolgano i principali nodi che riguardano l’economia continentale, ma non solo. Attesa che non favorisce gli investimenti e a cascata neppure i livelli produttivi ed il lancio di nuovi progetti.

 

Come registrato dall’Osservatorio sulla filiera autoveicolare della Camera di Commercio di Torino (scaricabile qui) la filiera italiana era riuscita nel 2010 a ritrovare un percorso di crescita grazie alla ripresa della produzione europea e ad una sostanziale tenuta della produzione nazionale totale, in particolar modo di veicoli industriali e commerciali, la cui crescita aveva sopperito alla flessione (-13,3) delle autovetture.

 

Nuova Fiat Panda
Nuova Fiat Panda

 

Nel 2011 il livello della produzione nazionale di auto è sceso ulteriormente: l’ANFIA ci informa che nei primi dieci mesi dell’anno la produzione delle sole autovetture si è fermata a un livello di poco inferiore alle 430mila unità, che corrisponde a una flessione del 12,5% (traducibile in 60mila autovetture) rispetto al 2010.

 

Per il 2012 si può prefigurare una crescita della produzione di auto in Italia e conseguentemente degli ordini per la filiera a monte, grazie al rilancio di Pomigliano con l’inizio della produzione della nuova Panda.

 

Per il cluster piemontese il 2012 sarà ancora un anno difficile. Qualche segnale positivo per il Piemonte potrebbe venire proprio dalle commesse legate alla progettazione dei nuovi modelli e all’allestimento delle linee produttive per le produzioni che dovrebbero partire nel 2013 a Mirafiori ed alla ex-Bertone.

 

I nostri fornitori dovranno quindi dimostrarsi capaci di intercettare le commesse estere, a cominciare da quelle dei mercati tedesco e francese (cresciuti nel primo semestre del 2011), senza dimenticare la nuova frontiera d’Europa che nei primi sei mesi del 2011 ha registrato performance positive in Russia, Repubblica Ceca, Turchia e Slovacchia.

 

Gli interrogativi sono numerosi, ma le prime risposte sullo stato di salute e le prospettive della filiera auto in Italia arriveranno nel primo semestre del prossimo anno, dalla consueta indagine promossa dalla Camera di Commercio di Torino e resa possibile dal prezioso contributo degli imprenditori intervistati.

 

 

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