Una rete per il sistema dei fornitori auto del Sud Italia

Siamo sicuri che l’interlocutore medio sappia dove si trova la maggior parte della produzione automotive finale italiana? Qual è l’area della penisola dove si assemblano il maggior numero di auto, veicoli commerciali e industriali e autobus? Voi cosa rispondereste? Quando si pensa a “auto e motori” le regioni che vengono in mente sono il Piemonte, la Lombardia o l’Emilia. Corretto? Non del tutto.

 

La maggior parte dei veicoli prodotti in Italia escono (o lo faranno a breve) dagli stabilimenti del triangolo che c’è fra la Campania, la Basilicata e l’Abruzzo. Un’area che ultimamente si è ritagliata spazio sui giornali nazionali per almeno due eventi significativi: il lancio della produzione della nuova Panda e l’annuncio della sottoscrizione del contratto di rete fra le imprese di componentistica presenti nelle tre regioni sopra menzionate.

 

Se gli stabilimenti sono noti (Melfi, Pomigliano e Atessa), meno note sono le filiere produttive a monte degli stessi. Uno studio voluto da Confindustria Basilicata e realizzata da Step Ricerche, grazie al contributo della Camera di Commercio di Potenza ha cominciato a gettare luce su questa realtà.

 

Figura 1 - Produzione autoveicolare Fiat SATA, Melfi. Dal 2002 al 2010. Unità prodotte e rapporto sul tot. produzione nazionale autovetture. Elaborazioni Step Ricerche su dati ACM e ANFIA *Per il 2010 i raffronti % sono sui primi 9 mesi

 

Dall’indagine è emersa una realtà fatta di una cinquantina di imprese di fornitura che hanno almeno uno stabilimento produttivo in Basilicata. Queste danno lavoro a 3.837 persone e si può stimare che nel 2009 abbiano fatturato circa 1,15 miliardi di euro (per le sole produzioni effettuate in Basilicata).

 

Aggiungendo i 5.283 addetti impiegati da SATA, si arriva a un totale di 9.120 occupati nel settore automotive lucano.

La crisi economico-finanziaria mondiale si è fatta sentire anche qui, a partire dal 2008, con una riduzione dei ricavi locali pari al 19,3% (rispetto al 2007) ed ancora del 6,4% nel 2009 (rispetto al 2008). Questa contrazione ha avuto ripercussioni sul livello occupazionale dei componentisti, che nell’arco di ventiquattro mesi è calato del 6,2%.

 

Le imprese che hanno saputo meglio di altre contrastare la congiuntura negativa hanno fatto leva principalmente sulla flessibilità produttiva (intesa come capacità di variare sia i volumi che l’oggetto stesso della produzione, anche rivolgendosi ad altri comparti) e sull’innovazione e la qualità di prodotto. Per il momento si è sentita la mancanza di un centro di ricerca e sviluppo locale che generasse domanda e offerta di servizi, nonché la presenza di imprese specializzate nella fornitura di servizi di Engineering & Design.

 

La filiera automotive lucana
Tabella 1 - La filiera automotive lucana. N. Imprese totali della filiera censite. Occupazione rilevata tramite interviste telefoniche. Fatturato stimato attraverso indagine telefonica ed i dati dei bilanci depositati. *Il dato relativo al fatturato si riferisce al fatturato ricavato dalle sole produzioni lucane. Step Ricerche,Indagine sulla filiera automotive lucana, 2010.

 

Se è vero che le esportazioni sono uno degli indici del grado di competitività di un territorio, nonché una leva cruciale al fine di intercettare la domanda economica internazionale, è indubbio che su questo piano la filiera automotive locale giochi un ruolo chiave essendo responsabile di circa i due terzi del totale delle esportazioni lucane.

La quota afferente alle sole parti e componenti per autoveicoli resta da incrementare, ma l’immagine di un distretto lucano esclusivamente rivolto all’impianto della SATA è errata.

La maggioranza delle imprese lucane ha ormai orizzonti commerciali che travalicano i confini regionali: la qualità dei prodotti ha permesso loro di poter fornire sia gli stabilimenti del centro e Sud Italia (su 35 imprese intervistate sono 21 quelle che vi riescono: il 60% del totale), che del Nord (18 imprese su 35, pari al 51%). Vi sono poi 11 imprese (sempre su 35 intervistaste) che sono già riuscite a farsi strada all’estero (il 31% delle intervistate).

Figura 2 - Le vie del commercio di componenti auto lucane. Numero di imprese (assoluto e relativo) intervistate per zona di destinazione della loro produzione di componenti auto. Step Ricerche, Indagine sulla filiera automotive lucana, 2010.

 

Le potenzialità commerciali non mancano: nel raggio di 250 km sono presenti almeno 7 stabilimenti di assemblaggio finale (non esclusivamente del Gruppo Fiat), che come si vede dalla figura sottostante fra il 2010 ed il 2011 hanno pesato fra l’80 ed il 90% delle auto prodotte in Italia.

 

Il livello assoluto della produzione 2012 dovrebbe superare il mezzo milione di unità, a cui vanno aggiunti le produzioni di veicoli commerciali della Val di Sangro (Fiat e gruppo PSA) e quelle di DR Motor.

 

Non è quindi un caso se la prima rete di imprese multi-regionale fra aziende dell’indotto auto nasce qui, fra aziende desiderose di aumentare la conoscenza reciproca e l’interazione nel segno di una maggiore competitività media.

 


Figura 3 - Produzione italiana di autovetture 2010 - 2012. Numero di autovetture assemblate (storico e previste) in migliaia di unità per stabilimento produttivo del Gruppo Fiat in Italia. Linkiesta su dati Piano operativo Fiat

 

 

 

 

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