Osservatorio Moda Piemonte STEP CSS EBLA Unioncamere

“L’industria della moda in Piemonte tra creatività e innovazione”

18 novembre 2013

STEP Ricerche in collaborazione con CSS-EBLA hanno presentato uno studio basato sull’osservazione di 458 imprese del settore della moda in Piemonte. Le imprese della moda crescono grazie a un modello che privilegia i mercati esteri (44 per cento dei ricavi), i fornitori del territorio, e il riposizionamento verso l’alta gamma e il lusso.

E’ possibile scaricare la ricerca completa e le slide della ricerca.

 

 

Osservatorio sulla filiera autoveicolare – Rapporto 2012 –

L’edizione 2012 dell’Osservatorio sulla filiera autoveicolare italiana è on line sul sito della Camera di Commercio di Torino.

 

L’indagine, curata da Step Ricerche, quest’anno ha previsto un’ampio lavoro di revisione e di aggiornamento del database dell’Osservatorio.

 

Poi, basandosi su 272 questionari e sull’analisi dei bilanci di 2.489 società di capitali, è stata delineata come di consueto la situazione della filiera italiana nel 2011 e nei primi mesi del 2012, considerata nell’articolato contesto internazionale.

 

L’osservatorio, realizzato dalla Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con ANFIA (Associazione nazionale Filiera industria Automobilistica), e da quest’anno con la Camera di commercio di Chieti, rappresenta un importante strumento d’indagine del settore auto.

Il Sole 24 Ore. Mirafiori, i fornitori si attrezzano. Anche in Cina l’indotto cerca nuove opportunità

Diversificazione su altri mercati o al seguito della Fiat negli insediamenti esteri.

 

La chiave del problema sta nell’export e nella capacità di fare squadra fuori dall’Italia.

Secondo il censimento fatto dall’Osservatorio sulla filiera autoveicolare italiana, realizzato dalla Camera di Commercio di Torino e curato da Step Ricerche, continua l’apertura di stabilimenti all’estero da parte di imprese medio-grandi.

 

Leggi gli articoli completi su Il Sole 24 Ore:

2012-08-03 Il Sole 24 Ore Mirafiori, i fornitori si attrezzano

2012-08-03 Il Sole 24 Ore Anche in Cina l’indotto cerca nuove opportunità

 

L’impatto economico degli eventi culturali: un caso di applicazione in Sicilia

 

Articolo a cura di:

Sara Cassetta

Davide Cannata

 

La cultura come motore di sviluppo

Che cos’è la spesa culturale?

Il calcolo del capitale culturale segue, nell’economia, le piste delle tracce lasciate dalle spese in beni e servizi culturali, inventariando la crescita di ricchezza prodotta nel territorio.

Le attività culturali muovono denaro e creano ricchezza per via diretta e indiretta quasi come se la cultura fosse un settore economico in sé.

Per via diretta, la cultura genera ricchezza grazie alle spese dei soggetti economici pubblici e privati che vi investono. La creazione di valore per via indiretta e indotta avviene grazie a due meccanismi:

1) il circuito spesa-acquisti-reddito attivato a monte della produzione culturale

2) il circuito reddito-consumo-reddito che è attivato a valle

Oltre alla sua importanza quale settore economico, la cultura, ma soprattutto la spesa investita in essa, presenta però caratteristiche in grado di accrescerne il valore.

Infatti, poche altre sono le attività dell’uomo in grado di attirare visitatori/consumatori dall’esterno.

 

(Fonte: Progetto Capitale Culturale, Cultura motore di sviluppo per Torino. Edizione 2007-2009)

 

Una tesi dell’Università di economia di Palermo sull’impatto economico degli eventi culturali

 

“La misurabilità dell’impatto economico degli eventi culturali”

Tesista: Davide Cannata

Facoltà di Economia di Palermo, Anno Accademico 2012

Corso di Laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici

 

 

La tesi svolta presso l’Università di Palermo si è posta l’obiettivo di analizzare la cultura e gli eventi culturali come input principali per uno sviluppo diversificato ed integrato del turismo.

Alcuni dati sull’economia legata agli eventi culturali:

1) In Italia si svolgono in media 1.600 mostre e 1.200 festival ogni anno;

2) Il valore aggiunto nel 2007 era pari a 113 Mld€ (9,1% del Pil);

3) Gli occupati nel settore culturale sono l’1,1% del totale occupati.

(Fonte: Istituto Tagliacarne, Eurostat.)

 

La fase conclusiva della tesi ha presentato il caso concreto di impatto economico di un evento culturale in Sicilia:

il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, il Festival internazionale dell’integrazione culturale, un importante appuntamento che si rinnova da quindici anni.

 

I calcoli sono stati effettuati basandosi sui dati dell”edizione 2011, con l’ausilio del calcolatore di impatti REGOLO.

A fronte degli investimenti pubblici e privati per la realizzazione dell’evento, e grazie ai flussi di turisti ed escursionisti attirati dall’evento, si è valutato quantitativamente un impatto economico sul territorio pari a 3,8 Mln€, generando 15 ULA (Unità Lavorative Annue) nei vari settori economici, in particolare 10 nel settore dei servizi (tradizionali e avanzati).

 

Nota: gli impatti calcolati da REGOLO sono in questo caso relativi alla Sicilia, e sono stati ottenuti con l’ausilio di tavole input-output opportunamente regionalizzate a partire dalle tavole nazionali pubblicate dall’Istat.

La Stampa. I numeri dell’Osservatorio sulla filiera autoveicolare 2012

Fattore export: nel 2011 il comparto ha retto nonostante le crescenti difficoltà, ma le imprese hanno previsioni nere per il 2012.

 


La situazione nel 2011 – primi mesi del 2012 è fotografata dalla nuova edizione dell’Osservatorio sulla filiera autoveicolare italiana, realizzata dalla Camera di Commercio di Torino con quella di Chieti e con Anfia, curata da Step Ricerche, su 272 questionari e sull’analisi dei bilanci di oltre 2.000 società di capitali.

Il presidente del Gruppo Componenti Anfia (Mauro Ferrari) chiede al governo strategie per favorire la ripresa e meno tasse.

 

 

Leggi l’articolo completo di Alessandro Mondo su La Stampa:

2012-07-11 La Stampa. Intervenga Roma per l’automotive o sarà la dèbacle

 

La Repubblica. L’export salva la filiera dell’auto, ma il 2012 si annuncia come un anno nero

 

L’indotto auto del Piemonte è sempre meno “Fiat-dipendente”.

Le produzioni del Lingotto sono ai minimi storici, così nel 2011 le aziende che normalmente lavorano per Mirafiori hanno trovato altri canali di vendita.

 

Lo dimostrano i dati dell’Osservatorio sulla filiera autoveicolare italiana 2012 presentato ieri dalla Camera di Commercio di Torino e dall’Anfia, curato dalla torinese Step Ricerche dell’economista Giuseppe Russo.

 

Leggi l’articolo completo di Stefano Parola su La Repubblica:

2012-07-11 La Repubblica L’export salva la filiera dell’auto

 

 

La Stampa. Così le idee del futuro stanno diventando realtà: anche AML, progetto sull’antiriciclaggio di Step

 

Dalla Regione un investimento di 5,7 milioni in due anni, che darà la possibilità di sviluppare prodotti e servizi di alta tecnologia.

Tra questi AML (Anti Money Laundering), il sistema automatico antiriciclaggio di denaro, un progetto di A&G, Step Ricerche e Petra, insieme al Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino.

AML è un progetto volto a favorire i controlli antiriciclaggio attraverso un sistema capace di utilizzare le tecnologie più innovative: i dati bancari vengono raccolti ed analizzati, contrastando in tal modo il reimpiego di denaro illecito, fenomeno ad oggi intensamente sviluppato nel sistema economico italiano.

Descrizione del progetto sul sito del polo ICT: “Anti Money Laundering – Early Warning Anti Money Laundering Tool

Leggi il resto dell’articolo: Così le idee del futuro stanno diventando realtà – La Stampa – 26-06-2012

 

 

Il Sole 24 Ore. Visione internazionale per l’ICT che avanza

 

Torino: una città che non è solo Fiat, ma anche il cuore di un settore, l’ICT, che conta tra le 8 e le 10 mila imprese.

 

Numerose sono le best practices piemontesi nel campo dell’ICT.

 

Unico in Europa l’applicativo Regolo della Step di Torino, guidata da Giuseppe Russo: software web based per misurare l’impatto economico di qualsiasi investimento pubblico o privato su un territorio.

 

Ultima elaborazione, la stima dellimpatto dello scudetto della Juventus di quest’anno, valutato in 60 Milioni; pari a 15-16 milioni, invece, quello generato dal passaggio del Torino dalla B alla A, con un valore aggiunto di 38 milioni per il territorio.

 

I calcoli sono stati effettuati con il misuratore Regolo della Step Ricerche, offerto in abbonamento via internet: algoritmi made in Italy per elaborare strategie territoriali ad elevato valore aggiunto.

 

Leggi l’articolo completo di Adriano Moraglio su Il Sole 24 ore, Rapporti 24 / Territori:

2012-06-13 Il Sole 24 Ore Rapporti Territori Visione internazionale per l’ICT che avanza

 

 

La Repubblica. Lo scudetto della Juve, un titolo da 60 Milioni. Il calcolo di Step Ricerche.

 

Quanto vale lo scudetto conquistato domenica dalla Juventus?

 

25 Milioni di € per la Juventus, che potrebbero generare 60 Milioni di valore aggiunto sul territorio, equivalenti a 240 posti di lavoro annuali (il calcolo è stato effettuato con REGOLO).

 

“Con lo scudetto aumenteranno gli introiti dovuti alla Champions League e i ricavi connessi a merchandising e diritti televisivi – spiega Giuseppe Russo – che, al netto delle tasse pagate, possiamo stimare in circa 25 Milioni di €“.

 

Questo “tesoretto” potrà poi trasformarsi in consumi e investimenti sul territorio, generando un valore aggiunto di 60 Milioni di € (sempre che i 25 Milioni non vengano interamente erosi dal Calciomercato).

 

Leggi l’articolo completo di Stefano Parola su La Repubblica:

2012-05-08 La Repubblica L’ultimo centro della Signora, un titolo da 60 Milioni

 

 

L’impatto economico del Basket italiano: il caso Legadue

 

Articolo a cura di:

Sara Cassetta

Pamela Gioia

 

Il mondo del Basket in Italia: Lega A e Legadue

Il basket in Italia è il secondo sport di squadra, per seguito di tifosi, dopo il calcio: risulta che siano stati circa 1.050.885 gli spettatori nei palazzetti della Lega A e circa 590.650 quelli della Legadue nella stagione sportiva 2010/2011. Il basket professionistico italiano, quindi, coinvolge un pubblico di più di 1.641.535 appassionati. (Fonte: sito web Lega A, sito web Legadue)

Il Campionato di Legadue (o più semplicemente Legadue) è il secondo campionato professionistico della pallacanestro maschile italiana. Ha avuto origine nel 2001, dopo la riorganizzazione dei campionati di Serie A: dal 2001, infatti è nata la Serie A al posto della Serie A1 e appunto la Legadue al posto della Serie A2.

La Coppa Italia di Legadue è un torneo istituito per la prima volta nella stagione 2004/2005. La sua formula ha visto notevoli cambiamenti: fino al 2010 era prevista la partecipazione delle prime quattro classificate al termine del girone di andata del campionato.

Dalla stagione sportiva 2010/2011 la formula prevede una prima fase, antecedente l’inizio del campionato, di “Qualification Round” in cui si scontrano tutte le squadre del campionato divise in 4 gironi da 4 squadre, ed una seconda fase, le “Final Four”, in cui vi partecipano le prima classificate di ogni girone e si contendono il titolo di campione d’Italia.

 

Una tesi dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata sull’importanza della Legadue

In un’Italia decisamente “calciofila”, l’analisi ex-post dell’impatto economico del basket italiano, mediante il caso specifico della Legadue, trae origine dalla volontà di comprendere i risvolti economici di uno sport che sembra sopravvivere a stento in un “business-spettacolo” sempre più controllato dalle leggi di mercato economico. Per tale ragione, a fronte degli investimenti pubblici e privati e dei relativi flussi turistici generati, si è voluto valutare quantitativamente l’impatto della Legadue di Basket, nel seguente elaborato:

 

“L’impatto economico del Basket italiano: il caso Legadue”

Tesista: Pamela Gioia

Relatore: Gustavo Piga

Facoltà di Economia, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Anno Accademico 2010/2011

 

In base alle stime effettuate, nella stagione sportiva 2010/2011 le risorse potenzialmente immesse nel sistema economico italiano grazie alla “macchina Legadue” (spese sostenute dalle società sportive, dagli organizzatori, dagli enti pubblici e dai tifosi), ammontano a circa 31,5 Mln € (valore stimato a prezzi di mercato).

I settori che hanno maggiormente beneficiato degli eventi presi in considerazione e quindi del flusso turistico generato (si stima abbiano viaggiato circa 20.000 persone nell’arco della stagione) sono quello dei trasposti, quello turistico-alberghiero e quello dell’editoria e dell’intrattenimento, che hanno prodotto più del 70% del fatturato totale che è stimato in circa 6,7 Mln €.

 

Le “Final Four” a Novara: 2.000 tifosi e un fatturato di 717 mila € sul territorio piemontese

 

Per verificare gli effetti economici direttamente riconducibili all’iniziativa messa in atto (Final Four 2011 di Legadue) è stato utilizzato il calcolatore di impatti REGOLO.

A fronte degli investimenti pubblici e privati per la realizzazione delle Final Four a Novara e dei relativi flussi turistici generati, si è valutato quantitativamente l’impatto economico generato sul territorio che ha ospitato l’evento, in questo caso il Piemonte.

Si è ipotizzato che il numero di turisti direttamente connessi all’evento fosse di circa 1300, mentre il numero di escursionisti (con permanenza < 1 giorno) fosse pari a 700. (Fonte: stime su dati Legadue e società sportiva Prima Veroli)

Una volta stimato il numero di tifosi si è proceduto all’individuazione dei loro profili di spesa: le tariffe prese a riferimento sono state calcolate come media di quelle applicate dagli alberghi convenzionati all’evento.

Per quanto riguarda le spese dei team, sono stati utilizzati i dati forniti direttamente dall’organizzazione Legadue: complessivamente, si stima che le spese e gli investimenti (pubblici e privati) siano stati pari a circa 78 mila €.

 

Applicando l’analisi di impatto, possiamo calcolare gli effetti diretti, indiretti e indotti sul territorio: il fatturato totale generato sul territorio piemontese ammonta a 717 mila €, a fronte di un investimento di 78 mila, e il gettito figurativo generato dalla tassazione connessa ammonta a 66 mila €.

 

Per quanto riguarda l’incidenza dell’impatto economico totale sui 6 macrosettori economici, le prime due voci in ordine di importanza appartengono ai servizi: il 35% del fatturato ricade sui servizi tradizionali e il 31% sui servizi avanzati.

Nota: gli impatti calcolati da REGOLO sono in questo caso relativi al Piemonte, e sono stati ottenuti con l’ausilio di tavole input-output opportunamente regionalizzate a partire dalle tavole nazionali pubblicate dall’Istat.